Di / 23rd marzo, 2015 / Villaines / Nessun commento
Teulada

Storia

Gli storici, basandosi su fonti antiche, affermano che la zona fu largamente animata in periodo nuragico, come d’altronde testimoniano i resti di una decina di nuraghi, per la maggior parte in cattivo stato di conservazione.
Fu fiorente sotto i Fenici e i Cartaginesi: testimonianze di questo periodo sono i resti sul promontorio di Portoscudo e quelli del territorio retrostante il Porto Zafferano.
Nella zona di Porto Malfatano sono stati rinvenuti resti che appartenevano ad un edificio di culto di una divinità, quella di Melquart (Ercole Fenicio); si suppone che il sito corrispondesse al Portus Ercolis, importante base commerciale e stazione navale.

panorama

Nessuno scavo è stato finora effettuato a Capo Malfatano a testimonianza della sua scomparsa. Da ricerche compiute nella zona, risulta che le cave di Piscinní avessero fornito il materiale necessario alla costruzione del porto che giace sul fondale del mare, sommerso da melma ed alghe.
La zona, in seguito, fu popolata dai Romani che nei pressi del mare costruirono Tegula. Divenne insieme a Caralis, Nora, Bithia e Solci un importante punto di appoggio per i numerosi mercanti. Tracce della strada romana si trovano sul Monte Aidu.
A testimoniare l’occupazione del territorio, in età Bizantina, è la grande torre a pianta quadrata in località Sant’Isidoro, in prossimità dell’omonima chiesa.
Nel Medioevo la villa fece parte del Giudicato di Cagliari e appartenne alla Curatoria del Sulcis.

Chia

Tra il XV e il XVI secolo l’intera regione fu completamente abbandonata a causa delle continue incursioni barbaresche, e della malaria che imperversò nella zona, lasciandone soltanto il ricordo del nome secondo l’evolversi degli avvenimenti: Capo Taolat, Taloro, Taular, Tablada, Teglada, ed infine Teulada.
Sotto il regno di Spagna, nel 1568, fu costituita in Baronia ad Antonio Catalan e dopo questo periodo probabilmente incominciò a prendere vita un piccolo agglomerato a circa sette chilometri dal mare che, aumentando col tempo, costituí successivamente il nuovo centro di Teulada, dove i nobili fissarono la loro residenza costruendovi un comodo palazzo.
La famiglia Sanjust fu l’ultima erede della Baronia di Teulada e la tenne fino all’estinzione, avvenuta nel 1839, durante la gestione di Carlo Sanjust.
In tutto questo periodo la storia del paese si svolge attorno ai suoi signori: furono edificate, nel ‘600, le torri difensive costiere (Torre del Budello, Malfatano ecc.) e la chiesa di San Francesco. Nel ‘700 la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine e il palazzo Baronale. Nel 1800 il ponte sul Rio Launaxi che collega le due parti del paese ed il cimitero.

Ambiente

teulada Teulada si trova nella zona sudoccidentale della Sardegna. Capo Teulada è la sua punta estrema. Dista da Cagliari 65 chilometri, è raggiungibile tramite la strada statale 195.
Il centro abitato, che conta 4.500 abitanti, sorge sul fondo valle racchiuso nell’abbraccio dei Monti Calcinaiu, Narboni Mannu, San Micheli.
L’espansione è avvenuta lungo le due direttrici principali, costeggiando da ambo i lati il Rio Launaxi, quella verso il mare e l’altra verso la montagna.

 

E’ uno dei comuni piú estesi della Sardegna e pertanto nella sua vastità territoriale sono riscontrabili diversi ambienti: dalle zone boschive alle zone marine.
Se si vuole ammirare il suo territorio si suggeriscono escursioni naturalistiche nelle foreste di Gutturu Mannu, un ecosistema ricco di innumerevoli specie animali e vegetali, dove prevale la macchia mediterranea con le essenze piú tipiche: ulivo, leccio, ginepro, corbezzolo, lentisco, mirto e ginestra che con i suoi fiori gialli inonda di colori molti crinali.
Numerosi i mammiferi presenti: cinghiali, volpi, gatti selvatici, cervi.
Capo Spartivento

 

Capo Spartivento Chi voglia avere una visione di insieme di gran parte del Basso Sulcis può raggiungere la vetta di Sebera (979 metri). Non è certo un’escursione comoda, ma gli ambienti che si attraversano ed il paesaggio che si incontra e si ammira meritano il sacrificio.
Su uno dei picchi attorno a punta Sebera è stato edificato un piccolo santuario, immerso in un’autentica oasi naturalistica.
La costa, lunga circa trenta chilometri, è un susseguirsi di anse e promontori che nascondono piccole spiaggette, alternate a informi scogliere alle quali si può accedere attraverso sentieri non sempre agevoli.
Le spiagge, dalla sabbia candida e fine, gli scogli di granito, la trasparenza delle acque, il gioco di colori e luci dei fondali, la pescosità del mare sono le referenze tipiche della Costa del Sud.

 

La strada provinciale panoramica segue la costa per venti chilometri da Porto Budello fino a Chia, distanza che merita di essere percorsa per gli impareggiabili panorami.
Qui si alternano alti tratti rocciosi a piccole rade e spiagge bellissime: isolotti si ergono su un mare dai colori splendidi.
I punti piú interessanti sono: Campionna, Piscinní, Capo Malfatano, Tuerredda, Capo Spartivento.
Seguendo invece la strada per il porto di Teulada si incontrano le spiagge Su potu e s’arena, dominata dalla torre del Budello e, piú avanti, Portu Tramatzu, meta di numerosissimi, sulla quale si affaccia l’affascinante Isola Rossa.
Isola Rossa

 

arcobaleno Il tratto di costa racchiuso tra i limiti militari, interdetto nel periodo delle esercitazioni, offre ai suoi visitatori un incantevole scenario: Porto Zafferano, ambiente quasi esotico con le sue dune, i ginepri che ombreggiano la sabbia ed il mare color turchese; la grotta marina e le maestose scogliere a picco di Capo Teulada; le dune di Porto Pino in località Sabbie bianche.
Sono solo alcune delle segnalazioni per chi voglia fare un’escursione via mare senza soste.teulada

 


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