Bandiere Blu 2016

By / 30th May, 2016 / Uncategorized / Off

La nuova stagione 2016 è iniziata con buoni auspici, tre  spiagge del territorio di Teulada sono state premiate con tre Bandiere Blu , grazie alle qualità della natura, delle acque, ma anche dei servizi offerti. E’ una gratificazione per tutti quanti noi che offriamo ospitalità cercando in tutti i modi di coccolare i nostri ospiti e di trasmettere loro, oltre alle nostre conoscenze del territorio, anche tutto il nostro amore per questo splendido territorio. Le spiagge premiate sono : Portu Tramatzu, Tuerredda ed Is Arenas BiancasBandiera blu bANDIERA BLU 2

La spiaggia che preferisco

By / 13th February, 2016 / Beaches / No Comments

La costa che da Teulada si snoda fino a Chia offre 25 km di scorci mozzafiato e svariate spiagge per tutti i gusti : roccia, sabbia, ciotoli, granelli di quarzo.

La mia preferita è Cala Larboi, che ha un arenile di granelli di quarzo, proprio come la famosa spiaggia di Is Arutas.

Mi piace perchè è raccolta, riparata dai venti e ricca di vegetazione che offre riparo dai raggi solari molto meglio di un ombrellone.

Poi, da qualche anno, un furgone attrezzato somministra bibite , gelati e panini, il che non guasta se ti prende un languore o vuoi qualcosa di fresco.

Altra cosa interessante è la possibilità di usufruire del parcheggio libero.Narboi Larboi 20150421_145923 Larboi banner Cala Larboi

Pixinnì una spiaggia tropicale in Sardegna.

By / 30th April, 2015 / Beaches / No Comments

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Pixinnì

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Pixinnì La spiaggia di Pixinnì si trova nel comune di Domus de Maria a circa 10 chilometri da Teulada che si percorrono in circa 15 minuti, ma, vi avviso che ci impiegherete senz’altro di più, ma solo perchè vi fermerete parecchie volte per ammirare i vari scorci che si presenteranno ai vostri occhi.
La spiaggia è molto ampia ed dotata di un parcheggio, l’accesso è comodo e la permanenza gradevole grazie alla sabbia molto fina ed al fondale per lo più sabbioso. Molto adatta per famiglie con bambini, specialmente in prossimità de Sa Rocca de is cruculeus dove si è creata una piccola insenatura ,riparata dai venti, con fondale molto basso. Camminando lungo i sentieri della bassa costa, è possibile raggiungere la torre omonima che sorge su di un piccolo promontorio, limitrofo a due piccole insenature di sassolini, in cui è possibile ritrovarsi da soli anche in pieno agosto. Sono presenti tracce di una cava punica, da cui si è forse ricavato il materiale per la costruzione della fortezza di Monte Sirai a Carbonia, riconoscibile grazie a delle vasche createsi nel punto in cui si è prelevato il materiale. La torre è stata interdetta all’accesso, parecchi anni fa…è un vero peccato perchè da lì la vista era mozzafiato. Il mio consiglio ? Andateci !!!

Colazione da Dolores

By / 28th April, 2015 / Recipes / No Comments

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… e naufragar m’è dolce in questo mare… mi riferisco al mare del web, nel quale navigo, spesso e volentieri, alla ricerca di notizie, informazioni e ricette. Questa volta mi sono imbattuta nella ricetta degli Scones dolci o salati che hanno attirato la mia attenzione nella versione dolce, da proporre ai miei ospiti, per il breakfast, per rendere la permanenza nel B&B Villa Ines, il più gradevole possibile. Sono molto semplici, in 30 minuti, tra preparazione e cottura sono in tavola,sono ottimi caldi e devono sempre essere accompagnati da una marmellata, una crema oppure dalla Lemon Curd, che, prima o poi cercherò d’imparare a preparare. Fanno parte della tradizione anglosassone e si preparano così, perlomeno io li ho preparati così : gr.260 farina 00
1 cucchiaio di zucchero semolato (a me piacciono poco dolci)
gr.50 burro morbido
yogurt q.b per rendere l’impasto morbido, ma non appiccicoso (forse 150 gr)
uvetta ammorbidita nell’acqua
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci

ho miscelato la parte secca (farina+zucchero+lievito+sale)
ho messo il burro morbido a pezzetti ed ho lavorato con le dita aggiungendo alla parte secca (deve risultare completamente assorbito)
ho aggiunto lo yogurt e l’uvetta spremuta
ho lavorato l’impasto, ho infarinato il tavolo ed ho steso l’impasto ad uno spessore di circa 1 cm. ho tagliato dei dischi con un bicchiere (io circa 4 cm di diametro),fino a completo esaurimento anche dei ritagli, ho disposto distanziati su di una placca da forno ricoperta con carta forno, ho lucidato con un uovo sbattuto in un po’ di latte, ho infornato in forno caldo a 200 gradi per circa 15/20 minuti, fino a quando non sono risultati dorati. Io li ho assaporati caldi accompagnati da una marmellata di albicocca e devo dire che li ho trovati ottimi. Ora passerò a proporli ai miei ospiti e spero possano essere graditi

Un gongilo nel mio giardino !

By / 26th April, 2015 / Diario / No Comments

Gongilo Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Famiglia: Scincidae
Nome sardo: Tiligugu, tzabaguguOrigine zoogeografica: Mediterranea

Areale di Distribuzione: La specie Chalcides ocellatus è distribuita in Africa settentrionale, Grecia e Asia sud occidentale. In Sardegna, in Sicilia e Maghreb è presente la sottospecie C. oscellatus tiligugu. Nell’Isola il Gongolo sardo è diffuso su tutto il territorio, tranne forse alle quote più alte.

Identificazione: Gli adulti possono raggiungere i 30 cm di lunghezza, anche se le dimensioni sono solitamente minori, la coda rappresenta quasi la metà della lunghezza totale. Si tratta di uno scinco con il corpo allungato, lucido e con la testa corta e poco appuntita. La coda è visibilmente più fine del resto del corpo e le zampe, non sono adatte alla deambulazione ma servono unicamente a sorreggere il corpo e presentano 5 dita corte. La colorazione varia dal fulvo al marrone pallido o grigio – verde olivastro e presenta il caratteristico disegno ad ocelli bordati di scuro.chiari sul dorso e sui fianchi. Le parti inferiori sono solitamente bianco giallastre.

Habitat ed Ecologia: Vive nei luoghi soleggiati e aridi, come le zone sabbiose, la macchia in prossimità delle spiagge, nelle vigne e nei campi, nelle aree ruderali, ma anche nei giardini. Spesso si nasconde nelle fessure delle rocce o nei buchi sul terreno, ma può agevolmente scavare nella sabbia soffice o tra i grovigli della vegetazione. Si nutre di vermi, insetti e artropodi che preda sul terreno o anche sottoterra. Trascorre la latenza invernale, da novembre a marzo, nel sottosuolo o sotto grandi massi. E’ predato prevalentemente da uccelli rapaci, dalla volpe e dal biacco.

Riproduzione: La specie è ovovivipara e la femmina “partorisce” da 3 a 10 piccoli per volta, lunghi 4 cm e indipendenti.

Cosa bolle in pentola?Una Palamita

By / 18th April, 2015 / Recipes / No Comments

WP_20150418_003 Come spesso accade, anche questa mattina mi sono recata al Porto di Teulada ,per acquistare dai pescatori qualche pesce, ovviamente freschissimo. E’ stato un amore a prima vista : una palamita di circa 1 Kg e mezzo che intendo preparare al cartoccio, con i pomodorini ed il prezzemolo. Procederò così : dopo avere sventrato il pesce ed avere scaldato il forno a 180 gradi , lo adagerò sulla placca del forno ricoperta da un foglio di alluminio , unta con olio , pomodorini tagliati ed aglio. Salerò l’interno della palamita e ci metterò aglio, prezzemolo e pomodorini, praticherò poi dei tagli sul corpo del pesce ci verserò qualche goccia d’olio ci metterò aglio e prezzemolo, salerò e ricoprirò, con altri pomodorini, prima, e con un foglio di alluminio poi . Dopo avere chiuso il cartoccio ed avere praticato un foro, per fare uscire la condensa, infornerò per circa un’ora. Penso che sarà ottimo.

Mi presento

By / 17th April, 2015 / VillaInes / 1 Comment

Questa sono io, Dolores, la proprietaria del B&B Villa Ines. La fotografia non è recente, anzi è proprio datata, ma è emblematica per rappresentare il mio attaccamento alla mia terra, la Sardegna. Come abito per il mio matrimonio avevo infatti scelto il costume tradizionale di Teulada, quello “delle feste”03032014

Portu Tramatzu… il lavoro del mare

By / 4th April, 2015 / Beaches / No Comments

E’ stata una sorpresa ritornare a Portu Tramtazu, stupenda spiaggia sia attrezzata che libera, a 6 km dal ns. B&B Villa Ines e da Teulada, e ritrovarla comPortu Tramtazu 2pletamente cambiata ,a causa delle correnti marine, ma anche del mal tempo che ha colpito buona parte della Sardegna.

Eccone una prova fotografica, grazie a Riccardo, mio figlio minore. L’arenile si è notevolmente ridotto, sia in lunghezza che in larghezza, però, vedendo il bicchiere mezzo pieno, è stato anche ripulito dalle migliaia di mozziconi di sigarette che, uno stuolo di bagnanti incivili, aveva lasciato sull’arenile… per la serie : non tutti i mali vengono per nuocere !!!

Torta di mandorle della suocera

By / 25th March, 2015 / Recipes / No Comments

Mia suocera ,che di nome faceva Soave, ma che lo era anche di fatto,  realizzava questa squisita torta in occasione degli  eventi familiari. Richiede un po’ di cura e di attenzione ,essendo realizzata senza farina e senza lievito, quindi è molto importante montare bene sia i rossi che i bianchi delle uova. Ecco la ricetta e la fotografia dell’ultima volta che l’ho realizzata e vi confesso che è stata “fulminata” in una sola giornata.

7 uova

gr.330 zucchero

gr 330 mandorle non pelate

 

accendete il forno a 180 gradi, mettete la carta forno in una teglia di 28 cm. ,tritate le mandorle, lavorate i rossi con lo zucchero, montate a neve ferma le chiare, mischiate i tre elementi, badando bene a non smontare le chiare, versate nella teglia ed infornate per 50 minuti.

Perfetta se accompagnata da panna montata

Teulada, storia ed ambiente in pillole

By / 23rd March, 2015 / VillaInes / No Comments
Teulada

Storia

Gli storici, basandosi su fonti antiche, affermano che la zona fu largamente animata in periodo nuragico, come d’altronde testimoniano i resti di una decina di nuraghi, per la maggior parte in cattivo stato di conservazione.
Fu fiorente sotto i Fenici e i Cartaginesi: testimonianze di questo periodo sono i resti sul promontorio di Portoscudo e quelli del territorio retrostante il Porto Zafferano.
Nella zona di Porto Malfatano sono stati rinvenuti resti che appartenevano ad un edificio di culto di una divinità, quella di Melquart (Ercole Fenicio); si suppone che il sito corrispondesse al Portus Ercolis, importante base commerciale e stazione navale.

panorama

Nessuno scavo è stato finora effettuato a Capo Malfatano a testimonianza della sua scomparsa. Da ricerche compiute nella zona, risulta che le cave di Piscinní avessero fornito il materiale necessario alla costruzione del porto che giace sul fondale del mare, sommerso da melma ed alghe.
La zona, in seguito, fu popolata dai Romani che nei pressi del mare costruirono Tegula. Divenne insieme a Caralis, Nora, Bithia e Solci un importante punto di appoggio per i numerosi mercanti. Tracce della strada romana si trovano sul Monte Aidu.
A testimoniare l’occupazione del territorio, in età Bizantina, è la grande torre a pianta quadrata in località Sant’Isidoro, in prossimità dell’omonima chiesa.
Nel Medioevo la villa fece parte del Giudicato di Cagliari e appartenne alla Curatoria del Sulcis.

Chia

Tra il XV e il XVI secolo l’intera regione fu completamente abbandonata a causa delle continue incursioni barbaresche, e della malaria che imperversò nella zona, lasciandone soltanto il ricordo del nome secondo l’evolversi degli avvenimenti: Capo Taolat, Taloro, Taular, Tablada, Teglada, ed infine Teulada.
Sotto il regno di Spagna, nel 1568, fu costituita in Baronia ad Antonio Catalan e dopo questo periodo probabilmente incominciò a prendere vita un piccolo agglomerato a circa sette chilometri dal mare che, aumentando col tempo, costituí successivamente il nuovo centro di Teulada, dove i nobili fissarono la loro residenza costruendovi un comodo palazzo.
La famiglia Sanjust fu l’ultima erede della Baronia di Teulada e la tenne fino all’estinzione, avvenuta nel 1839, durante la gestione di Carlo Sanjust.
In tutto questo periodo la storia del paese si svolge attorno ai suoi signori: furono edificate, nel ‘600, le torri difensive costiere (Torre del Budello, Malfatano ecc.) e la chiesa di San Francesco. Nel ‘700 la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine e il palazzo Baronale. Nel 1800 il ponte sul Rio Launaxi che collega le due parti del paese ed il cimitero.

Ambiente

teulada Teulada si trova nella zona sudoccidentale della Sardegna. Capo Teulada è la sua punta estrema. Dista da Cagliari 65 chilometri, è raggiungibile tramite la strada statale 195.
Il centro abitato, che conta 4.500 abitanti, sorge sul fondo valle racchiuso nell’abbraccio dei Monti Calcinaiu, Narboni Mannu, San Micheli.
L’espansione è avvenuta lungo le due direttrici principali, costeggiando da ambo i lati il Rio Launaxi, quella verso il mare e l’altra verso la montagna.

 

E’ uno dei comuni piú estesi della Sardegna e pertanto nella sua vastità territoriale sono riscontrabili diversi ambienti: dalle zone boschive alle zone marine.
Se si vuole ammirare il suo territorio si suggeriscono escursioni naturalistiche nelle foreste di Gutturu Mannu, un ecosistema ricco di innumerevoli specie animali e vegetali, dove prevale la macchia mediterranea con le essenze piú tipiche: ulivo, leccio, ginepro, corbezzolo, lentisco, mirto e ginestra che con i suoi fiori gialli inonda di colori molti crinali.
Numerosi i mammiferi presenti: cinghiali, volpi, gatti selvatici, cervi.
Capo Spartivento

 

Capo Spartivento Chi voglia avere una visione di insieme di gran parte del Basso Sulcis può raggiungere la vetta di Sebera (979 metri). Non è certo un’escursione comoda, ma gli ambienti che si attraversano ed il paesaggio che si incontra e si ammira meritano il sacrificio.
Su uno dei picchi attorno a punta Sebera è stato edificato un piccolo santuario, immerso in un’autentica oasi naturalistica.
La costa, lunga circa trenta chilometri, è un susseguirsi di anse e promontori che nascondono piccole spiaggette, alternate a informi scogliere alle quali si può accedere attraverso sentieri non sempre agevoli.
Le spiagge, dalla sabbia candida e fine, gli scogli di granito, la trasparenza delle acque, il gioco di colori e luci dei fondali, la pescosità del mare sono le referenze tipiche della Costa del Sud.

 

La strada provinciale panoramica segue la costa per venti chilometri da Porto Budello fino a Chia, distanza che merita di essere percorsa per gli impareggiabili panorami.
Qui si alternano alti tratti rocciosi a piccole rade e spiagge bellissime: isolotti si ergono su un mare dai colori splendidi.
I punti piú interessanti sono: Campionna, Piscinní, Capo Malfatano, Tuerredda, Capo Spartivento.
Seguendo invece la strada per il porto di Teulada si incontrano le spiagge Su potu e s’arena, dominata dalla torre del Budello e, piú avanti, Portu Tramatzu, meta di numerosissimi, sulla quale si affaccia l’affascinante Isola Rossa.
Isola Rossa

 

arcobaleno Il tratto di costa racchiuso tra i limiti militari, interdetto nel periodo delle esercitazioni, offre ai suoi visitatori un incantevole scenario: Porto Zafferano, ambiente quasi esotico con le sue dune, i ginepri che ombreggiano la sabbia ed il mare color turchese; la grotta marina e le maestose scogliere a picco di Capo Teulada; le dune di Porto Pino in località Sabbie bianche.
Sono solo alcune delle segnalazioni per chi voglia fare un’escursione via mare senza soste.teulada